Capire il linguaggio del corpo di cani e gatti

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I nostri animali domestici comunicano continuamente con noi, non attraverso le parole, ma con il linguaggio del corpo. Imparando a interpretare correttamente questi segnali, puoi capire meglio il tuo animale e prevenire eventuali incomprensioni. Tra cane e gatto, però, ci sono differenze importanti. In questo articolo del blog scoprirai come interpretare correttamente il linguaggio del corpo del tuo animale, quali sono le principali differenze tra cane e gatto e come riconoscere i segnali di stress o paura.

Sommario

  1. Il linguaggio del corpo va sempre osservato nel suo insieme
  2. Il malinteso sullo scodinzolio
  3. Il cane e il gatto rilassati
  4. Perché il linguaggio del corpo di cani e gatti è diverso
  5. Le principali differenze a colpo d’occhio
  6. Il linguaggio del corpo del cane
  7. Il linguaggio del corpo del gatto
  8. Segnali di pacificazione
  9. Segnali di paura e stress
  10. Mostrare la pancia non significa necessariamente «accarezzami»
  11. I malintesi più frequenti
  12. Perché cani e gatti spesso non si capiscono
  13. In sintesi
  14. FAQ

Il linguaggio del corpo va sempre osservato nel suo insieme

Sia i cani sia i gatti comunicano con tutto il corpo. Per capire lo stato d’animo del tuo animale, quindi, non basta osservare un singolo segnale. A seconda della situazione, lo stesso segnale può avere significati diversi. Per questo motivo, il linguaggio del corpo va sempre valutato nel suo insieme.

Sono particolarmente importanti:

  • la postura e la distribuzione del peso
  • la tensione muscolare e il modo di muoversi
  • la posizione delle orecchie e della coda
  • la forma degli occhi e la direzione dello sguardo
  • la posizione della testa, del muso e della bocca
  • la posizione dei baffi (nel gatto)
  • la distanza dall’interlocutore

La regola più importante è: osserva i cambiamenti! Se un cane chiude improvvisamente la bocca, che prima era aperta, oppure un gatto muove rapidamente la punta della coda, significa che il suo stato emotivo sta cambiando. Chi riconosce tempestivamente questi segnali può reagire in modo adeguato: interrompere il contatto, aumentare la distanza, lasciare libera una via di fuga oppure allontanare dalla situazione ciò che sta provocando la reazione.

Il malinteso sullo scodinzolio

Pochi segnali vengono interpretati in modo così frequente e così errato come il movimento della coda. Scodinzolare, infatti, non significa necessariamente essere felici.

Quando il cane scodinzola

Nel cane, scodinzolare indica eccitazione o attivazione e non necessariamente gioia. Il movimento della coda segnala innanzitutto uno stato di attivazione.

  • Gioia: la coda si muove in modo ampio e rilassato e tutto il corpo accompagna il movimento con naturalezza.
  • Avvertimento/stress: una coda tenuta alta e rigida, che si muove con piccoli e rapidi scatti, associata a uno sguardo fisso, indica tensione o insicurezza.

Quando il gatto muove la coda

Nel gatto, muovere la coda è raramente un segnale di gioia.

  • Leggero movimento della punta: può indicare concentrazione, preparazione alla caccia o agitazione interiore.
  • Movimento energico e ripetuto: è un chiaro segnale di irritazione, sovraccarico o avvertimento. In questo momento è meglio lasciare spazio al gatto!
  • Coda eretta: una coda tenuta verso l’alto, eventualmente con la punta leggermente incurvata, è invece un segnale amichevole di saluto.

In breve: quando un gatto muove la coda o la agita energicamente, di solito è teso, irritato o indeciso. Nella maggior parte dei casi, ha bisogno di tranquillità o di maggiore distanza.

Il cane e il gatto rilassati

Un animale rilassato mostra generalmente un’espressione «morbida» e un corpo non contratto:

  • Il cane rilassato: appare sciolto e disinvolto nei movimenti. Il peso è distribuito in modo uniforme e lo sguardo è tranquillo. Gli occhi appaiono rilassati, la mascella non è tesa e la bocca è spesso leggermente aperta.
  • Il gatto rilassato: è sdraiato o seduto in modo tranquillo, tiene i baffi rilassati lateralmente e le orecchie rivolte in avanti. Il lento sbattere delle palpebre si osserva spesso durante incontri tranquilli e amichevoli.

Perché il linguaggio del corpo di cani e gatti è diverso

I cani comunicano maggiormente attraverso i segnali sociali, la mimica, la coda, lo sguardo e la postura rispetto ai gatti. I gatti, invece, reagiscono spesso in modo più discreto e sensibile alla vicinanza, al contatto fisico e alle situazioni in cui si sentono controllati. Lo stesso segnale può quindi avere significati diversi nel cane e nel gatto.

Le principali differenze a colpo d’occhio

Corpo rilassato

Cane: solitamente indica rilassamento o una piacevole eccitazione

Gatto: generalmente indica rilassamento e sicurezza

Corpo rigido

Cane: elevata attenzione, tensione o possibile minaccia

Gatto: tensione, predisposizione al conflitto o alla difesa

Coda che si muove

Cane: può indicare gioia, eccitazione, aspettativa o insicurezza

Gatto: spesso indica tensione, irritazione, modalità di caccia o agitazione interiore

Coda eretta

Cane: può indicare sicurezza di sé o tensione

Gatto: spesso è un segnale amichevole e di sicurezza

Coda tra le gambe

Cane: paura, insicurezza, sottomissione

Gatto: paura, ritiro, atteggiamento protettivo

Orecchie abbassate all’indietro

Cane: insicurezza, paura, atteggiamento di pacificazione o stress

Gatto: paura, atteggiamento difensivo, minaccia o stress

Sguardo diretto

Cane: a seconda della situazione, può essere amichevole, attento o uno sguardo fisso e intenso

Gatto: può essere percepito rapidamente come una minaccia

Distogliere lo sguardo

Cane: spesso indica il desiderio di evitare un conflitto o di tranquillizzare l’interlocutore

Gatto: può indicare la volontà di interrompere il contatto o di ridurre la tensione

Sbadigliare

Cane: stanchezza, stress o comportamento di pacificazione

Gatto: può indicare stanchezza, rilassamento o stress

Fare le fusa

Cane: non rilevante

Gatto: benessere, ma può indicare anche stress o dolore

Ringhiare o soffiare

Cane: richiesta di mantenere le distanze

Gatto: richiesta di mantenere le distanze

Mostrare la pancia

Cane: può indicare rilassamento, ma anche un atteggiamento passivo per evitare un conflitto

Gatto: può indicare fiducia, ma non significa automaticamente che voglia essere accarezzato

 

Dorso incurvato

Cane: gioco, eccitazione o insicurezza, a seconda del contesto

Gatto: paura, minaccia o atteggiamento difensivo, spesso accompagnato dal pelo ritto

Pelo ritto

Cane: insicurezza, tensione, minaccia o eccitazione

Gatto: paura, spavento, sorpresa o atteggiamento di confronto

Il linguaggio del corpo del cane

Coda e postura

  • Corpo rilassato: rilassamento o atteggiamento amichevole
  • Corpo rigido: tensione
  • Coda tra le gambe: paura o insicurezza
  • Coda alta e rigida: eccitazione, attenzione, possibile tensione

Orecchie, occhi e bocca

  • Orecchie abbassate all’indietro: insicurezza, paura, atteggiamento di pacificazione o stress
  • Sguardo morbido: rilassamento
  • Sguardo fisso e intenso: tensione o minaccia
  • Ansimo senza caldo o attività fisica: possibile segnale di stress
  • Sbadigliare e leccarsi le labbra: atteggiamento di pacificazione o possibile stress

Il linguaggio del corpo del gatto

La posizione della coda

  • Coda ben eretta: spesso indica un avvicinamento amichevole
  • Punta della coda che si muove leggermente: attenzione o irritazione
  • Coda che si muove energicamente: tensione o avvertimento
  • Coda abbassata o raccolta: paura o insicurezza

Orecchie, occhi e pupille

  • Orecchie rivolte in avanti: interesse
  • Orecchie rivolte lateralmente o appiattite all’indietro: paura, stress, atteggiamento difensivo o minaccia
  • Pupille dilatate: eccitazione, paura, voglia di giocare o istinto di caccia
  • Lento sbattere delle palpebre: fiducia e rilassamento

Fare le fusa, miagolare e fare le fusa a bassa voce

  • Fare le fusa può indicare benessere, ma può manifestarsi anche in situazioni di stress, dolore o insicurezza.
  • Il miagolio è spesso una forma di comunicazione con le persone.
  • I vocalizzi sommessi e ripetuti hanno spesso un carattere amichevole e possono essere un modo per cercare il contatto.

Nel gatto anche i baffi, molto visibili, svolgono un ruolo importante. Quando è rilassato, i baffi sono distesi lateralmente ai lati del muso. In caso di curiosità o quando è concentrato sulla caccia, possono essere rivolti in avanti. In situazioni di stress o conflitto, possono apparire tesi e rivolti in avanti, lateralmente oppure più vicini al viso. Anche in questo caso, è sempre il quadro generale a determinare il significato del segnale.

Segnali di pacificazione

Sia i cani sia i gatti cercano di evitare i conflitti. Per farlo utilizzano sottili segnali del linguaggio del corpo, che è importante imparare a riconoscere come vere e proprie forme di comunicazione.

  • Nel cane: sbadigliare, leccarsi le labbra, distogliere lo sguardo, sbattere le palpebre, muoversi lentamente, descrivere una traiettoria curva invece di avvicinarsi direttamente oppure abbassare la testa.
  • Nel gatto: sbattere lentamente le palpebre, distogliere la testa o lo sguardo, leccarsi il naso oppure rannicchiarsi.

Quando osservi questi segnali, è importante interpretarli come una forma di comunicazione e non come «disobbedienza».

Segnali di paura e stress

È importante reagire tempestivamente quando noti uno dei seguenti segnali:

  • Cane: coda tra le gambe, postura rannicchiata, orecchie abbassate all’indietro, distogliere lo sguardo, ansimare, sbadigliare, leccarsi le labbra, tremare, soffiare o ringhiare.
  • Gatto: pelo ritto, postura rannicchiata, dorso incurvato, orecchie appiattite all’indietro, coda che si muove energicamente, soffiare o ringhiare, nascondersi.

Mostrare la pancia non significa necessariamente «accarezzami»

Quando un animale si mette sulla schiena, non significa automaticamente: «Accarezzami!».

  • Cane: può essere rilassato, ma se il corpo è completamente rigido può anche trattarsi di una reazione per evitare il conflitto.
  • Gatto: in questo modo può certamente mostrare fiducia, ma molti gatti proteggono istintivamente questa parte delicata del corpo con artigli e denti.

I malintesi più frequenti

  • «Un cane che scodinzola è sempre amichevole.» → Falso.
  • «Un gatto che fa le fusa è sempre felice.» → Non sempre.
  • «Ringhiare è un comportamento sbagliato.» → Ringhiare è una forma di comunicazione e serve a segnalare un avvertimento.
  • «Un gatto che muove la coda è contento.» → Nella maggior parte dei casi, no.
  • «Un animale che non reagisce è rilassato.» → Non necessariamente: potrebbe anche essere completamente immobilizzato dalla paura.

Perché cani e gatti spesso non si capiscono

Quando cani e gatti vivono insieme, è facile che si verifichino incomprensioni nella comunicazione.

Un cane, per esempio, può avvicinarsi in modo amichevole, scodinzolando e mostrando interesse. Per un gatto, però, questo avvicinamento rapido e diretto può risultare minaccioso. Se a quel punto il gatto inizia a muovere energicamente la coda, un cane inesperto potrebbe interpretare erroneamente questo segnale come un invito a continuare l’interazione o a giocare.

Al contrario, un gatto potrebbe agitare energicamente la coda a causa dello stress, mentre un cane inesperto potrebbe scambiarlo per un invito al gioco. Se invece un gatto si avvicina a un cane con la coda ben sollevata, il cane potrebbe interpretare erroneamente questo comportamento come un atteggiamento provocatorio o dominante.

Anche il modo di giocare è diverso. I cani giocano spesso in modo molto fisico: si corrono incontro e utilizzano sia la bocca sia il corpo. I gatti preferiscono invece avvicinarsi furtivamente, appostarsi, fare brevi scatti e sferrare colpi mirati con le zampe.

Perché la convivenza funzioni, entrambi gli animali hanno bisogno di spazio, di possibilità di allontanarsi e di rifugiarsi e della libertà di decidere autonomamente se e quando entrare in contatto.

In sintesi

Cani e gatti comunicano soprattutto attraverso piccoli segnali del linguaggio del corpo. Alcuni possono sembrare simili, ma avere significati completamente diversi. Per questo, non limitarti a osservare singoli dettagli, come le orecchie o la coda, ma impara a interpretare il quadro generale, considerando postura, movimenti e situazione.

Se in determinate situazioni non sei sicuro di come interpretare il comportamento del tuo animale o desideri imparare a comprenderlo meglio, puoi rivolgerti a una persona qualificata, per esempio un educatore cinofilo, un consulente per il comportamento del gatto o un terapeuta comportamentale per animali.

FAQ

Cosa significa quando un cane scodinzola?

  • Nel cane, scodinzolare indica soprattutto uno stato di eccitazione o attivazione. Può esprimere gioia, ma anche insicurezza, aspettativa o tensione. Per interpretarlo correttamente sono importanti la postura, l’altezza della coda, lo sguardo e la situazione.

Cosa significa quando un gatto muove la coda?

  • In genere, quando un gatto muove la coda o la agita energicamente, è teso, irritato o indeciso. Spesso significa che non vuole più essere accarezzato o che preferisce non essere disturbato.

Perché scodinzolare non significa la stessa cosa nei cani e nei gatti?

  • Cani e gatti hanno forme di comunicazione diverse. Nel cane, scodinzolare può esprimere cordialità o aspettativa, mentre nel gatto il movimento della punta della coda o un’agitazione energica della coda indica spesso una tensione interiore.

Come posso capire se il mio cane è rilassato?

  • Un cane rilassato ha generalmente una postura sciolta, occhi tranquilli e una coda rilassata. Si muove con calma e appare disponibile, ma non rigido né concentrato con uno sguardo fisso.

Come posso capire se il mio gatto è rilassato?

  • Un gatto rilassato è sdraiato o seduto in modo tranquillo, sbatte lentamente le palpebre, ha le pupille di dimensioni normali e tiene la coda rilassata. Molti gatti fanno le fusa o cercano spontaneamente il contatto.

Cosa significano le orecchie abbassate all’indietro nel cane?

  • Nel cane, le orecchie abbassate all’indietro possono indicare insicurezza, paura, stress o un atteggiamento di pacificazione. Il significato preciso dipende però dal resto del linguaggio del corpo.

Cosa significano le orecchie abbassate all’indietro nel gatto?

  • Nel gatto, le orecchie abbassate o appiattite lateralmente sono spesso un segnale di paura, stress, atteggiamento difensivo o minaccia. In questo momento è meglio lasciare spazio al gatto.

Quando dovrei prestare particolare attenzione?

  • Se un cane o un gatto manifesta improvvisamente un comportamento insolitamente aggressivo, impaurito, schivo oppure reagisce in modo sensibile al contatto fisico, è consigliabile farlo visitare da un veterinario.

Come devo reagire ai segnali di stress?

  • Aumento la distanza, interrompo il contatto fisico, allontano dalla situazione ciò che sta provocando la reazione, per esempio un rumore o un altro animale, e lascio al cane o al gatto una via di fuga libera.
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